lunedì 27 marzo 2017

CHUCK BERRY DEAD AT 90 + BONUS AUDIO CONCERT BBC THEATRE LONDON 29 MARCH 1972


Charles Edward Anderson "Chuck" Berry (Saint Louis, 18 ottobre 1926 – Saint Charles, 18 marzo 2017) è stato un cantautore, chitarrista e compositore statunitense, in particolare di musica rock and roll.
Considerato uno dei padri del rock, oltre a essere stato uno dei primi miti del rock and roll le sue canzoni furono tra le prime ad avere la chitarra come strumento principale.Berry (autore e interprete delle sue canzoni) è stato anche il primo, utilizzando sempre toni semplici e ironici, a inserire nei suoi testi tematiche riguardanti gli adolescenti e la rivolta che stava interessando loro in quegli anni, quando i giovani cominciarono a ribellarsi agli ideali degli adulti quali la famiglia, il lavoro e la morale.
Citato come fonte di ispirazione da più generazioni di chitarristi di diversi stili, la rivista Rolling Stone lo ha inserito al quinto posto nella lista dei 100 migliori artisti e al settimo in quella dei 100 migliori chitarristi. A Chuck Berry è attribuita anche la cosiddetta "Duck Walk" (o passo dell'anatra), caratteristica camminata eseguita mentre suona la chitarra e diventata suo tratto caratteristico

Biografia
Chuck Berry è stato il primo grande narratore folk della musica giovanile.[senza fonte] Nato a Saint Louis nel Missouri, Berry da giovane aveva una forte tendenza a delinquere, tanto da aver passato diverso tempo in riformatorio a causa di una rapina. Raccomandato da Muddy Waters, Berry si presentò alla Chess Records con Maybellene: da qui ebbe inizio la sua carriera musicale. I suoi testi rappresentano il primo esempio di poesia rock e raccontano storie di adolescenti in cerca di libertà e divertimento. I suoi capolavori sono concentrati in un periodo di soli 3 anni, dal 1955 al 1958. Nel 1959 la sua carriera ha una brutta battuta d'arresto causata dalla condanna a 3 anni di prigione per aver introdotto illegalmente una minorenne negli Stati Uniti.
La sua carriera esplode quando, nel 1955, incide Maybellene, riadattamento di una sua vecchia composizione, Ida Red, frutto di quella magica commistione rhythm 'n' blues-country che costituisce la ricetta ideale per il prodotto finale, il rock 'n' roll: il successo è straordinario, ben oltre le aspettative e a questo ne seguiranno tanti altri: Roll Over Beethoven, Thirty Days, You Can't Catch Me, School Day, Johnny B. Goode, Rock and Roll Music. È stato inserito nella classifica dei "100 migliori artisti di sempre" secondo la rivista Rolling Stone, aggiudicandosi il quinto posto.

Inizi e apprendistato con Johnnie Johnson (1926–54)
Berry nacque quartogenito in una famiglia composta da sei figli. Crebbe nel quartiere di Saint Louis conosciuto come "The Ville", una zona in cui all'epoca abitava gente del ceto medio. Suo padre era un imprenditore e un diacono della locale chiesa battista. La sua posizione sociale abbastanza agiata diede a Berry la possibilità di coltivare la sua passione per la musica già in giovane età; riuscì a fare la sua prima esibizione pubblica nel 1941 quando ancora frequentava la Sumner High School. Solo tre anni dopo, nel 1944, ancora studente, venne arrestato e incarcerato per rapina a mano armata dopo aver rapinato tre negozi di Kansas City e rubato un'auto insieme a un gruppo di amici. A proposito di questo spiacevole episodio, lo stesso Berry nella sua autobiografia racconta che la sua macchina si ruppe e che quindi fermò un'auto che passava di lì e la rubò puntando al conducente una pistola scarica e non funzionante. Berry venne immediatamente spedito al riformatorio di Algoa, nei pressi di Jefferson City, nel Missouri,[10] dove formò un quartetto vocale e si allenò facendo un po' di pugilato.
Dopo essere uscito di prigione il giorno del suo 21º compleanno nel 1947, Berry sposò Themetta "Toddy" Suggs il 28 ottobre 1948; il 3 ottobre 1950 dal matrimonio nacque una figlia, Darlin Ingrid Berry. Berry manteneva la famiglia arrangiandosi facendo diversi lavoretti a St. Louis, fra i quali operaio in due fabbriche d'auto, portinaio dello stabile dove abitava, estetista. Nel 1950 la famiglia riuscì a comprarsi un appartamentino di tre stanze in Whittier Street, che attualmente è stato dichiarato edificio storico.
All'inizio degli anni cinquanta, Berry suonava con vari gruppi in diversi locali di St. Louis come secondo lavoro. Suonava musica blues fin da quando era ragazzino, e ormai aveva sviluppato una certa abilità con la chitarra. Nel 1953 Berry iniziò ad esibirsi con il gruppo di Johnnie Johnson, dando inizio a una lunga collaborazione con il pianista. Anche se la band suonava principalmente ballate blues, la musica più popolare presso i bianchi della zona era il country. Berry scrisse: «La curiosità mi portò a suonare molta di quella roba country al nostro pubblico in prevalenza fatto di neri, e la gente iniziò a chiedere in giro "chi fosse quell'hillbilly nero che suonava al Cosmo". Dopo che mi risero in faccia un paio di volte, iniziarono a chiedermi di suonare brani country perché erano ballabili.»

Chess Records: Successo e guai giudiziari (1955–62)
Nel maggio 1955, dietro raccomandazione di Muddy Waters, Berry andò a Chicago per mettersi in contatto con Leonard Chess della Chess Records. Berry pensava infatti che il suo materiale blues potesse essere di interesse per la Chess, ma con sua grande sorpresa fu invece il vecchio classico country & western di Bob Wills, intitolato Ida Red, che Berry aveva registrato quasi per scherzo con il titolo Ida May a ottenere l'attenzione della Chess. Quindi il 21 maggio 1955 Berry incise un adattamento di Ida Red reintitolato Maybellene con la partecipazione di Johnnie Johnson al pianoforte, Jerome Green (dalla band di Bo Diddley) alle maracas, Jasper Thomas alla batteria e Willie Dixon al basso. Maybellene vendette quasi un milione di copie, raggiungendo il primo posto della classifica di Billboard riservata al Rhythm and Blues e la numero 5 nella classifica generale di vendite negli Stati Uniti.
Alla fine di giugno 1956, un altro suo brano, Roll Over Beethoven, raggiunse la posizione numero 29 della Billboard Top 100, e Berry diventò di colpo una star. Lui e Carl Perkins diventarono amici e iniziarono ad andare in tour insieme. Perkins diceva che «Berry era un vero appassionato di musica country e che lo rispettava come compositore».
Singoli di successo continuarono a uscire per tutto il 1957 e il 1959, e Berry ottenne circa una dozzina di piazzamenti in classifica, inclusi successi da top 10 U.S. come School Days, Rock and Roll Music, Sweet Little Sixteen e Johnny B. Goode.
Alla fine degli anni cinquanta, Berry era ormai un artista di ampio e consolidato successo internazionale. Ma nel dicembre 1959 fu improvvisamente arrestato per avere avuto rapporti sessuali con una ragazzina quattordicenne che lavorava in un locale di sua proprietà. Ritenuto colpevole, venne condannato a scontare cinque anni di condanna in prigione e a una multa di 5.000 dollari. Berry si appellò definendo la sentenza ingiusta e razzista, e in un secondo processo nel 1961 ottenne una riduzione di pena a tre anni di reclusione. Presto la sua popolarità cominciò a calare a causa dell'arresto, e le sue vicende giudiziarie incisero non poco sulla vendita dei suoi dischi.

Mercury Records (1963–69)
Quando Berry uscì di prigione nel 1963, riuscì a tornare nel giro del music business grazie all'interessamento che verso di lui stavano dimostrando i gruppi della cosiddetta British invasion come i Beatles e i Rolling Stones, che avevano in repertorio molte cover di suoi brani; o come i Beach Boys che avevano basato il loro successo del 1963 Surfin' USA sulla sua Sweet Little Sixteen; la reinterpretazione (non autorizzata) dei Beach Boys fu riconosciuta come plagio solo molti anni dopo con una multa di 1 milione di dollari a danno del gruppo. Tra il 1964 e il 1965 Berry pubblicò otto singoli, compresi No Particular Place to Go, You Never Can Tell, e Nadine[31] che riscossero un buon successo commerciale, anche se erano in prevalenza "riscritture" di suoi vecchi pezzi come School Days. Dal 1966 al 1969 Berry pubblicò cinque album per la Mercury Records, incluso il suo primo disco dal vivo Live at Fillmore Auditorium, ma i dischi non ebbero dalla critica e dal pubblico il riscontro di un tempo.

Ritorno alla Chess: My Ding-a-Ling e concerto alla Casa Bianca (1970–79)
Chuck Berry fece ritorno alla Chess Records dal 1970 al 1973. Anche se il suo album del 1970 Back Home non generò nessun singolo di successo, nel 1972 la Chess pubblicò una nuova registrazione live del brano My Ding-a-Ling, canzone che Berry aveva originariamente registrato anni addietro nel suo LP del 1968 From St. Louie to Frisco con il titolo My Tambourine. Il brano, a sorpresa, divenne l'unico numero 1 in classifica, per due settimane, dell'artista, riscuotendo un enorme successo. Il secondo periodo di Berry alla Chess terminò con il disco Chuck Berry del 1975, dopo il quale non incise più nulla per circa tre anni fino a Rock It del 1979 uscito per l'etichetta Atco Records, che rimane il suo ultimo album di studio vero e proprio.
Durante gli anni settanta, Berry fece molti concerti durante i quali riproponeva principalmente i suoi vecchi successi degli anni cinquanta. Su richiesta del presidente Jimmy Carter, Chuck Berry fu chiamato ad esibirsi anche alla Casa Bianca il 1º giugno 1979.
Poco tempo dopo, Berry ebbe ancora problemi con la giustizia: venne infatti accusato di evasione
fiscale per non avere pagato le tasse inerenti ai suoi compensi per i concerti. Avendo già due precedenti penali alle spalle, Berry si dichiarò colpevole di evasione fiscale e nel 1979 venne condannato a quattro mesi di prigione e a 1.000 ore di servizio civile, da scontarsi facendo concerti benefici.

Ancora "on the road" (dal 1980 in poi)
Berry continuò a suonare dai 70 ai 100 concerti all'anno per tutti gli anni ottanta. Nel 1986 Taylor Hackford girò un documentario, intitolato Hail! Hail! Rock 'n' Roll, riguardante il concerto celebrativo organizzato da Keith Richards (grande fan di Berry) per celebrare il sessantesimo compleanno di Chuck Berry.[36] Al concerto parteciparono anche Eric Clapton, Etta James, Julian Lennon, Robert Cray e Linda Ronstadt, che apparvero tutti sul palco insieme a Berry interpretando i suoi brani più famosi.
A fine anni ottanta Berry comprò un ristorante a Wentzville, Missouri, il "The Southern Air", e nel 1990 venne accusato da molte donne di aver installato una videocamera nei bagni delle signore per spiarle a loro insaputa. Berry si difese dichiarando che la telecamera era stata installata per controllare una sua dipendente sospettata di rubare nel ristorante. Nonostante la sua colpevolezza non venne mai accertata in tribunale, Berry optò per un risarcimento collettivo in via privata a 59 donne che gli avevano fatto causa. Il biografo ufficiale di Berry, Bruce Pegg, ha stimato che il "risarcimento" sia costato a Berry non meno di 1 milione di dollari più le spese legali.In aggiunta, una perquisizione effettuata dalla polizia nella residenza di Berry, svelò l'esistenza di numerosi nastri video contenenti immagini di donne che utilizzavano il bagno del locale, e una di queste risultò essere minorenne. Durante la perquisizione furono trovati anche 62 grammi di marijuana. Per evitare eventuali accuse di pedofilia, Berry si dichiarò colpevole di possesso di marijuana e patteggiò la pena. Venne condannato a sei mesi di prigione (sentenza poi sospesa), due anni di libertà vigilata, e a una multa di 5.000 dollari da donarsi all'ospedale locale. Berry ha continuato ad esibirsi per tutti gli anni 2000 costantemente facendo anche diversi tour.

Morte
Da tempo in declino fisico, Berry si è spento il 18 marzo 2017 all'età di 90 anni, nella sua residenza a Saint Charles in Missouri.

CHUCK BERRY e MIKE BLOOMFIELD
CHUCK BERRY DEAD AT 90 + BONUS AUDIO CONCERT BBC THEATRE LONDON 29 MARCH 1972

CHUCK BERRY 
BBC Theatre 
London (England) 
March 29, 1972 

Chuck Berry (vocals/lead guitar) 
Jimmy Campbell (rhythm guitar) 
Billy Kinsley (bass) 
Dave Harrison (drums) 
Michael Snow (piano) 

01. Roll Over Beethoven 
02. Sweet Little Sixteen 
03. Memphis, Tennessee 
04. Beer Drinking Woman 
05. Let It Rock 
06. Mean Old World 
07. Carol 
08. Liverpool Drive 
09. Nadine 
10. Bye Bye Johnny > Bonsoir Cherie 
11. Johnny B. Goode 

11 separate tracks 
Total time : 43'29" 



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sabato 18 marzo 2017

VAN DER GRAAF GENERATOR MEGAPOST + BONUS AUDIO CONCERT BBC LONDON 23 SEPTEMBER 1971


Van der Graaf Generator

I Van der Graaf Generator sono un gruppo rock progressive inglese.
La loro formazione ha subito nel tempo molte trasformazioni, sciogliendosi varie volte, ma quella considerata classica e maggiormente conosciuta, era composta dal leader Peter Hammill (voce, chitarra, pianoforte, nonché principale autore delle canzoni), Hugh Banton (tastiere, basso elettrico, chitarra), Guy Evans (batteria) e David Jackson (fiati).
Molto apprezzati dalla critica, ebbero un notevole successo, sin dagli inizi della loro carriera, soprattutto in Italia e raggiunsero la fama a livello europeo con l'uscita dell'album Pawn Hearts nel 1971. Dopo lo scioglimento del gruppo nel 1978, la formazione classica dei VDGG si riunirà nel 2005.
I Van der Graaf Generator non hanno molto in comune con gli altri gruppi del genere, infatti i loro testi non trascendono il reale nel favolistico, come i Genesis, gli Yes o i King Crimson, ma si sviluppano in contesti più filosofici vicini allo psicodramma[2]. Anche la loro musica è abbastanza diversa dai loro contemporanei, non sono presenti virtuosismi, barocchismi o riempimenti vari, ma le atmosfere sono cupe, caratterizzate da arrangiamenti allo stesso tempo essenziali e complessi[3], che li hanno distinti nel corso della loro carriera.

Storia
Formazione e inizio della carriera (1967-1969)
Durante l'estate del 1967, mentre era in viaggio a San Francisco, il batterista Judge Smith iniziò a stilare una lista di persone con cui formare un gruppo rock. Al suo ritorno a Manchester, trovò in Peter Hammill e Nick Pearne i compagni ideali con cui fondare una band. Il gruppo aveva preso il suo nome dal generatore di Van de Graaff, uno strumento in grado di generare carica elettrostatica fino a raggiungere tensioni altissime. L'assenza della effe finale nel nome della band fu accidentale.[senza fonte] Nonostante le forti personalità di Smith e di Pearne, Hammill riuscì ad affermarsi, attirando verso di sé una notevole attenzione. Nel 1968 Nick Pearne venne rimpiazzato da Keith Ellis. Il trio formato da Smith, Hammill ed Ellis riuscì a firmare un contratto, ma incise solo un singolo, People You Were Going To (brano che apparirà in seguito nell'album di Hammill Nadir's Big Chance). Dopo la registrazione del brano, Smith lasciò la band rimpiazzato da Guy Evans e il giovane Hugh Banton prese posto come tastierista. La band si sciolse a metà del 1968 a causa dello scarso successo. Nel 1969, durante le registrazioni di quello che sarebbe dovuto essere un album solista di Hammill, i Van der Graaf Generator rinacquero. The Aerosol Grey Machine venne inizialmente pubblicato a nome dell'intero gruppo solo negli Stati Uniti. Anticipato dal singolo Afterwards / Necromancer, l'album, seppur in modo incompleto e confuso, contiene i primi elementi progressive, la struttura delle canzoni si fa più complessa e il sound diventa più cupo dei precedenti brani registrati dalla band, pur mantenendo un certo tono psichedelico.

Il periodo progressivo e il successo di Pawn Hearts (1969-1972)
La formazione mutò subito dopo il debutto: Ellis abbandonò il gruppo e venne sostituito da Nic Potter. Al gruppo si aggiunse anche David Jackson (sassofono e flauto). Il gruppo cambiò sound con l'abbandono dei toni psichedelici del primo album per approdare a sonorità più strutturate e cupe, con evidenti influenze classiche e jazzistiche. Il risultato fu The Least We Can Do Is Wave to Each Other, album che si discosta molto dall'esordio: le canzoni sono più strutturate e con un suono più maturo, la voce di Hammill appare più convincente e aggressiva. Nonostante il successo commerciale stentasse ad arrivare, l'album non passò inosservato a Robert Fripp, chitarrista dei King Crimson, che decise di contribuire all'incisione del successivo album del gruppo, H to He, Who Am the Only One, nel quale suonò una parte di chitarra nel brano The Emperor in His War-Room. Durante le registrazioni di H to He, Potter abbandonò il gruppo. Trovatisi senza un bassista, i Van der Graaf Generator decisero di fare a meno di questo strumento e incaricano Hugh Banton di produrre i suoni più bassi con i pedali dell'Organo Hammond. H to He, Who Am the Only One è un album nel quale prende piena forma il sound della band, raffinato e allo stesso tempo drammatico e aggressivo in cui i testi e le melodie di Hammill sono accompagnati da armonie intricate, laboriose, fatte di sobbalzi ritmici e di disturbi di sottofondo che ne aumentano la drammaticità. L'anno successivo, nel 1971 uscì il disco considerato da gran parte dei critici il miglior lavoro della loro discografia e uno dei punti cardine del progressive: Pawn Hearts. L'album ebbe un notevole successo e registrò il più grande numero di vendite in Italia, dove rimase nelle top ten per 12 settimane, con il singolo Theme One, brano strumentale originalmente composto da George Martin (musicista e produttore) nei primi anni sessanta, che arrivò al primo posto della hit parade. Dopo l'incisione dell'album, la band si impegnò in un lungo tour fra il 1970 e il 1972 suonando anche a Milano al teatro Massimo, ma a causa di difficoltà economiche Hammill abbandonò il gruppo cominciando la sua lunga e prolifica carriera solista. Con il nome di The Long Hello, il trio rimasto incise nel 1973 un album strumentale omonimo con Potter, Ced Curtis e Piero Messina. Hammill rimase in ottimi rapporti con i suoi ex compagni, tanto che Banton, Jackson ed Evans contribuirono più volte ai suoi lavori solisti (un brano in pieno stile Van der Graaf è per esempio In the Black Room dall'album Chameleon in the Shadow of the Night, che è stato riproposto anche nei concerti che i Van der Graaf hanno tenuto nel 2005, durante la temporanea riunione del gruppo).

La prima reunion (1975-1978)
Nel 1975, i Van der Graaf Generator tornarono a suonare con il loro nome e incisero tre album in dodici mesi. In tutti e tre, furono gli stessi membri del gruppo a curare registrazione e suono (per i precedenti album la supervisione era stata di John Anthony dei Trident Studios). Le sonorità risultavano essere più essenziali, meno sperimentali e più facili all'ascolto, ma anche cariche di una cupa violenza, in netto contrasto con le complessità sonore progressive dei primi lavori. Godbluff, il primo dei tre, è sicuramente il più cupo di tutta la discografia del gruppo: è un album sulla perdita della speranza. Still Life è, invece, in netta antitesi con il precedente: ha infatti un suono meno teso e nei testi si sente spesso aleggiare un clima di ritrovata speranza. Fra i dischi pubblicati nella loro prima riunione, Still Life è considerato il migliore anche se non all'altezza dei precedenti.
A questo album seguì un forse meno ispirato World Record, che contiene comunque ottime canzoni, come ad esempio il brano Meurglys III, canzone dedicata da Hammill alla propria chitarra, dove il leader dei Van der Graaf Generator improvvisa alcuni brevi passaggi proprio con la chitarra. Dopo questo album furono Banton e Jackson ad abbandonare la band. Tornò invece Nic Potter e, con una mossa tipica dell'eccentricità della band, Banton venne sostituito da un violinista, Graham Smith, proveniente dagli String Driven Thing, a cui si aggiunse in un secondo tempo anche il violoncellista Charles Dickie. La band decise anche di abbreviare il proprio nome in Van der Graaf per sottolineare l'assenza di una parte del gruppo. Questa nuova formazione incise solo un album in studio, The Quiet Zone/The Pleasure Dome nel 1977, per poi sciogliersi definitivamente nel 1978, dopo un magnificamente "oscuro" album live: Vital, caratterizzato dalle sonorità più violente mai prodotte dalla band (in particolare, il cantato di Hammill risulta un vero e proprio ruggito primordiale). Vital fu registrato dal vivo il 16 gennaio 1978 al Marquee Club, durante un concerto "a sorpresa" con pochissimi spettatori, ma con un eccellente rendimento sonoro (un esempio è il brano Door, pieno di energia e vitalità). Per l'occasione il sassofonista David Jackson tornò a suonare con il gruppo, comparendo come ospite nella seconda parte del concerto. Dopo lo scioglimento venne pubblicato un album di materiale inedito. Time Vaults è una raccolta di brani inediti e registrazioni che vanno dal 1972 al 1975. Vennero pubblicate anche molte altre raccolte di materiale della band, per fare qualche esempio Repeat Performance, Rock Heavies e The Box.
La formazione classica suonò ancora insieme occasionalmente. Nel 1991, suonarono alcuni brani del loro repertorio alla festa del quarantesimo compleanno della moglie di David Jackson. Nel 1996, salirono sul palco durante un concerto di Hammill ed Evans alla Union Chapel eseguendo Lemmings (da Pawn Hearts). Nel 2003, Banton, Jackson ed Evans suonarono Still Life con Hammill alla Queen Elizabeth Hall di Londra.

La seconda reunion (2005)
Proprio dopo il concerto alla Queen Elizabeth Hall, la band decise di ricominciare a scrivere e a incidere insieme. Il lavoro per il nuovo album iniziò nell'estate del 2004. Il risultato fu un doppio CD, Present, in parte costituito da "canzoni" in senso tradizionale, e in parte registrazioni di session di improvvisazione. All'album seguì, il 6 maggio 2005, un concerto di grande successo al Royal Festival Hall di Londra e, nel resto dell'anno, un tour europeo che ha toccato anche alcune città italiane (fra cui Roma e Milano). Dopo il tour, Jackson abbandonò definitivamente la band. In un'intervista Hammill affermò che la ragione della partenza di Jackson era che non capiva cosa, gli altri membri dei VDGG, si fossero prefissati con questa nuova reunion[non chiaro]. Questo lo mise in conflitto col gruppo e infatti, come già detto prima, abbandonò la band.
Nel 2008 la band, ridotta a un trio intraprese un nuovo tour in seguito alla pubblicazione del nuovo album Trisector (pubblicato il 18 marzo), che toccò anche l'Italia in un'unica data il 29 marzo a Rosignano Solvay.
Nel 2009 i Van der Graaf hanno realizzato un tour in Europa con diverse date anche in Italia come quelle del 29 luglio a Guastalla (Reggio nell'Emilia), del 31 luglio a Sestu e del 2 agosto a Trieste in Piazza Unità d'Italia. Dopo il tour registrarono il disco dal vivo Live at the Paradiso.
Nel 2011 Peter Hammill, Guy Evans e Hugh Banton hanno annunciato il nuovo tour europeo che segue l'uscita dell'album A Grounding in Numbers: ben cinque sono state le tappe italiane, tra il 4 e 9 aprile 2011. I tre sono partiti da Roma all'Auditorium, quindi hanno suonato a San Benedetto del Tronto il 5, il 7 al Conservatorio di Milano, l'8 a Vicenza e il 9 a Cesena.
Nel 2014-2015 "Earlybird project" la nuova creazione della band oggi composta da Peter Hammill, Hugh Banton e Guy Evans con l'artista Vladislav Shabalin.

Stile musicale
Per la loro intima connessione con tutto un circuito musicale che fioriva a fine anni sessanta in Inghilterra, i Van Der Graaf Generator stilisticamente appartengono al mondo del rock progressivo, ma le loro sonorità si discostano dai gruppi progressive a loro contemporanei in considerazione del fatto che la formazione fu estranea al virtuosismo strumentale di Emerson, Lake & Palmer, alla ricerca formale degli Yes, al ricorso alle astrazioni fiabesche dei Genesis, alle arie classicheggianti dei Nice o alle atmosfere medievali rintracciabili nei King Crimson e nei Gentle Giant Pur contenendo gli ingredienti tipici del progressive, che assieme al folk e al blues includeva psichedelia, musica classica, musica sperimentale e jazz, la miscela che ne sortì è da considerarsi unica soprattutto per il contributo canoro di Peter Hammill. Il cantante mostra la propria versatilità intervallando passaggi morbidi ad altri intensamente rabbiosi e angosciosi e indirizzando il gruppo – la cui line up priva di chitarra e guidata da sassofono e tastiere contribuiva all’assoluta originalità del sound – verso una dimensione profonda e drammatica esaltata dalle sue liriche cupe ed esistenzialiste.
Il secondo stadio nell’evoluzione dei Van Der Graaf Generator cominciò dopo un primo scioglimento seguito al loro capolavoro Pawn Hearts. Gli arrangiamenti si fecero più asciutti, l’interazione fra fiati e organo raggiunse punte di eccellenza, la voce di Hammill divenne ancor più irruente, quasi a farlo considerare un precursore dello stile punk, per giungere infine all’ultima fase, che alterna l’amplificazione delle dimensioni febbrili a momenti di lirismo.

Componenti
Formazione classica
Peter Hammill: Voce, chitarra, pianoforte (1967-1978, 2005-attuale)
Hugh Banton: Tastiere, basso elettrico, chitarra (1968-1976, 2005-attuale)
Guy Evans: Batteria (1968-1978, 2005-attuale)
David Jackson: Fiati (1970-1977, 1978, 2005)

VAN DER GRAAF GENERATOR MEGAPOST + BONUS AUDIO CONCERT BBC LONDON 23 SEPTEMBER 1971

VAN DER GRAAF GENERATOR 
BBC In Concert 
23 September 1971 
(broadcast 5 October 1971) 

Peter Hammill 
David Jackson 
Hugh Banton 
Guy Evans 
and 
Chris 'Judge' Smith

1. Man-Erg 
2. W 
3. Killer 
4. Theme One 
5. Dambusters March 



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