martedì 21 maggio 2013

LA NOTTE CHE DA IGGY POP MI TRASFORMAI IN SYD BARRETT Di Danilo Jans Capitolo Secondo: Easy Rider a Gressoney

LA NOTTE CHE DA IGGY POP MI TRASFORMAI IN SYD BARRETT Di Danilo Jans 
 
 Capitolo Secondo:
Easy Rider a Gressoney
 
All'inizio del 1975 a me e al mio amico Stefano venne in mente quella che in un primo momemto sembrava una figata da Premio Nobel:Decidemmo di partire con i nostri Ciao,di notte,dormire fuori in sacco a pelo e poi cazzeggiare tutto un week-end facendo gli hippie alla Easy Rider.
Purtroppo la decisione non avvenne in piena estate,ma a Pasqua.La scelta della notte:Venerdì,Orario di partenza:Mezzanotte.
Le motorette furono attentamente preparate nel pomeriggio,sacchi a pelo sul davanti,per rendere ancora piu' vissuta la cosa,musica,qualcosa da mangiare e stupidate varie sul retro.Fari funzionanti e candele pulite.
Ma la cosa già uscita male dal cervello,comincio' a filare male anche come livello di temperatura,infatti ci trovammo verso le 8 di sera nella piazza del nostro paese:Pont Saint Martin,con le moto cariche e calde ma con una temperatura che variava dal meno 3 sotto zero all'uno o al 2 massimo.
Ovviamente a nessuno dei due venne in mente di lasciar perdere questa spedizione assurda verso l'ignoto,anzi,si diede un nome all'ignoto.
Visto che con questo freddo e di notte tanto lontano non saremmo arrivati,si scelse di comune accordo di fare un tour breve in zona e la località prescelta fu Gressoney...il luogo notturnamente piu' tetro e freddo del mondo,in quel periodo.
L'ora di partenza fu fissata per mezzanotte in punto,visto che io prima dovevo uscire con la fidanzatina del periodo e non potevo mancare.
Infatti verso le 24 fui scaricato da una Lancia Bianca nel luogo di partenza già pieno di sonno e con ancora in mano caldi seni invece di duri guanti da sci neri contro il ghiaccio.Avevo anche una sciarpa rossa chilometrica,una doppia giacca a vento,jeans sdruciti e un berretto da aviatore a cuffia tedesco della prima guerra mondiale.
Stefano,che usci' da un cespuglio delle scuole elementari assonnato pure lui,era anche lui bardato da viaggio in antartide.
Tra le risatine delle ragazze dalla macchina,Dennis Hopper e Capitan America accesero i loro rombanti Ciao,potenziati per l'occasione da un po' di sciroppo per la tosse e qualche pastiglia di Canforumianca per non fare ghiacciare la benzina.
Nella fredda notte partimmo rombando e dopo pochi metri ci inerpicammo per il bivio, che dopo una trentina di chilometri doveva portarci a Gressoney.
Il viaggio si svolse in una notte freddissima,nera e buia come il peggior film dell'orrore.Una salita che per quello che successe dopo,simile all'inizio di Shining,ma anche come Biancaneve,quando lei fugge nel bosco e gli alberi si materializzano mostri cattivi e stregati.Le rocce della valle illuminate dai fari erano ancora piu' spettrali e i dialoghi tra me e stefano, in classica formazione Easy Rider,erano limitati a dati sul motore e il freddo che c'era.
Alla fine verso l'una e mezzo arrivammo nel desolato centro di Gressoney,andammo al laghetto,dove Sordi ad inizi '60 prendeva a pizzicottate Verdone vestito da tirolese,ma il freddo ci impediva quasi di camminare.Cercammo un riparo nel chiostro per mettere i nostri sacchi a pelo e mangiare qualcosa,ma  il tonno con quel freddo non si rivelo' l'idea giusta.Cominciai a stare male e a vedere irrealizzabile qualsiasi idea di permanenza in quel posto.Tutto era chiuso ed allora,quasi come un miraggio vedemmo 4 persone che si aggiravano rumorosamente in piazza.Stefano gli chiese dove avremmo potuto dormire,ma la nostra condizione di avanzati hippie fecero accrescere il loro patologico odio per qualsiasi forma vitale non assomigliasse ad un bufalo o uno stambecco della zona.Il piu' grosso,una bestia sui 2 metri di altezza già ebbro di ogni tipo di alcolico esistente ci disse:"Andate di là-indicandoci con i 2 indici due posti diversi,e poi-Andate via cappelloni,drogati,qui vi ammazziamo!"
Dopo quel discorso di civiltà ci facemmo forza e raccattando tutto riaccendemmo i motorini decidendo di tornarcene indietro e in futuro dedicarci di piu' al petting invece che a rifacimenti di imprese assurde.
Ma sarebbe stato troppo facile concluderla così.
I quattro su una grossa macchina cominciarono a speronarci lungo la discesa.Tra di loro c'era un piccoletto faccia da scemo,che sentendosi forte in mezzo a quelle tre bestie ci diceva dal finestrino:"Correte pure,la valle è lunga.Prima o poi vi facciamo fuori".
E così capimmo subito sarebbe andata.In giro non c'era nessuno,non un auto si incontro' durante la notte,le poche case visibili nel buio erano sicuramente o vuote o inaccessibili.Ci avessero fatto fuori chi li avrebbe mai presi?.
Poi allungarono e al primo curvone capimmo il loro gioco,Misero l'auto di traverso lasciando un piccolo spazio.Noi arrivammo lanciati dalla discesa,Stefano riusci' a passare per un pelo schivando i pugni e i calci dei quattro,io andai a battere sull'auto ma ripresi l'equilibrio e tra le loro urla riuscii ad evitare il burrone dove volevano buttarmi.
Che eravamo terrorizzati era dire poco,ma non c'erano soluzioni,dovevamo scendere e cercare qualcosa di umano che ci aiutasse ad uscire da questa situazione.
Il mio problema,avendo la moto meno veloce,era anche quello di tenere stefano vicino a me,perchè impaurito allungava troppo la distanza.In due avevamo qualche minima probabilità di arrivare vivi in fondo valle forse.
Ci fermammo e decidemmo di fare una cosa,forse la prima cosa intelligente di tutta la notte.Il Ciao aveva un pulsante nella ruota posteriore che se schiacciato faceva diventare la moto bicicletta,percio' silenziosa.Visto che loro sicuramente ci avrebbero aspettato al tornante del ponte un chilometro sotto,come ci avevano annunciato sorpassandoci,con le solite frasi..La Valle è lunga,,,Prima o poi vi prendiamo...,decidemmo di arrivare in discesa a gran velocità e poi accendere il motore e i fari all'ultimo secondo per sorprenderli un minimo ed avere qualche possibilità.
Così successe,la loro auto era di traverso alla strada,i quattro piazzati davanti.Stefano riusci' a passare nel piccolo spazio tra i fari e il burrone,ma l'effetto sorpresa era finito.Io non riuscii ad accendere il motore e dovetti scappare pedalando inseguito dal capo bestia che tirando un calcio al motorino prese la ruota e si fece male al piede.Eravamo riusciti a passare anche questo posto di blocco,ma la situazione era peggiorata.Adesso c'era pure il capo incazzato dal male.
In tutta corsa arrivammo alla piazza di Gaby,il paese sotto Gressoney.Tra blocchi e altro erano circa le 3,la loro auto passo' veloce annunciandoci che ci avrebbero aspettato sotto,al ponte e lì il passaggio per la fuga sarebbe stato ancora piu' limitato,
Ma in piazza trovammo un nostro lontano conoscente che arrivava da qualche riunione coral-nostalgica da qualche parte.Gli chiedemmo subito se poteva ospitarci a casa sua,ma capimmo che aveva una strana situazione sessuale con il suo labrador e non poteva aprirci il suo regno.Carabinieri neanche a parlarne,ma accetto' di scortarci con l'auto per un pezzo e questo genero' un altro effetto sorpresa tra i quattro idioti che obbligati a far passare l'auto facilitarono anche il nostro passaggio,non senza perdita dell'amato berretto da aviatore rimasto per strada nella fuga e mai piu' trovato.
Fuggendo sentimmo delle urla in patois e la macchina del nostro amico che tornava in paese.I dementi sempre piu' incazzati ci superarono annunciandoci l'appuntamento al curvone tra Gaby e Issime.
Io e stefano ci parlammo sul rettilineo,avevamo poche possibilità di farcela,lui poi aveva una moto superiore ma me mi avrebbero preso.Non incontravamo nessuno e la valle ,fino al nostro paese era davvero ancora lunga.
Ma ad un certo punto mi venne in mente che mio padre prima di partire disse che forse mia zia era da quelle parti,nella sua casa prefabbricata in mezzo al rettilineo con le figlie e i loro amici.Urlai a stefano di seguirmi,svoltammo di colpo e cominciammo a battere forte urlando sulla porta di entrata,nel frattempo gli animali erano tornati indietro e credendo in un nostro disperato tentativo di cercare qualcuno,scesero dalla macchina armati di bastoni,,vidi anche un coltello,,,,a pochi metri da noi pero' le luci della casa si accesero e questi in tutta fretta scapparono....inutilmente tornando in mezzo la strada li chiamammo:"Tornate indietro se avete il coraggio!".Ma la nottata era finita.
Rifocillati dalle mie incredule cugine passammo forse la notte piu' bella della nostra vita.Salvi.Per un pelo non avevamo fatto davvero la fine di Easy Rider...ammazzati da dei coglioni locali...
Il giorno dopo scendemmo con un caldo sole sulla fronte.Ora c'erano tante auto per la strada.Avremmo dovuto denunciare i fatti successi ma lasciammo stare,avremmo dovuto dare troppe spiegazioni e in quegli anni si denunciava poco.
Tornammo a Gressoney in gran numero un anno dopo e in una discoteca beccammo il tipetto che rideva...adesso non ride piu'....
Il capo branco invece sapemmo che aveva una strana forma di cancro anale e dopo averci evitato 2 o tre volte mori',a quanto pare,rotolando tra le sue feci.
In futuro ci dedicammo molto di piu' ad avventure femminili,anche quelle pericolose ma alla fine meno devastanti ed evitammo per sempre viaggi notturni.
Danilo Jans

Una produzione
HELABERARDA/PONT SAINT MARTIN ALTERNATIVA

In Collaborazione con GLI AMICI DEL TETRO Di PONT SAINT MARTIN
Movimento BASTA ITALO MUS
Vietata la duplicazione o qualsiasi uso senza autorizzazione

Capitolo Primo :
Ho vissuto quando tutti erano vivi
http://helaberarda.blogspot.it/2013/01/la-notte-che-da-iggy-pop-mi-trasformai.html

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