lunedì 20 novembre 2017

HORACE SILVER 1976 + BONUS AUDIO CONCERT ZURICH 1962


Horace Silver

Horace Silver, nato Horace Ward Martin Tavares Silva (Norwalk, 2 settembre 1928 – New Rochelle, 18 giugno 2014), è stato un pianista e compositore statunitense.
Noto per il suo stile giocoso e colorato di influenze funky e per i suoi contributi allo stile noto come hard bop, ha mostrato numerose influenze, soprattutto da parte della musica gospel, di quella africana e di quella latinoamericana.

Biografia
Nato da padre capoverdiano e da madre irlandese, Silver iniziò la sua carriera come sassofonista, passando al piano solo più tardi. Il padre, operaio in una fabbrica di gomma, suonava diversi strumenti a orecchio, e si esibiva in feste familiari assieme ad altri emigrati da Capo Verde, alla presenza, tra gli altri, del piccolo Horace.
« Per molti mesi lavorai al Minton's con Eddie "Lockjaw" Davis e il suo gruppo in cui c'erano Arvell Shaw e Osie Johnson. A volte Eddie chiedeva un pezzo che non conoscevo, e io gli dicevo "Eddie, questo non lo conosco". Lui rispondeva "Va bene, lo sentirai". Poi partivano con un tempo a rotta di collo a io pasticciavo per i primi due ritornelli cercando di trovare gli accordi, finché non arrivavo a qualcosa di armonicamente decente prima della fine del pezzo. M'imbarazzava da morire quando succedeva. Anni dopo, quando Eddie venne a trovarmi al Birdland e glielo ricordai, si mise a ridere dicendo: "È così che s'impara. Lo facevano anche a me, quand'ero giovane »
(Horace Silver)
Silver fu scoperto in club di Hartford dal sassofonista Stan Getz, con cui fece il suo debutto discografico. Poco dopo si trasferì a New York, dove, assieme ad Art Blakey, fondò un gruppo diretto cooperativamente (che sarebbe poi divenuto il nucleo dei Jazz Messengers) e iniziò a suonare coi grandi nomi del jazz accompagnando tra gli altri Coleman Hawkins e Lester Young e lavorando nei locali che avevano visto la nascite del bebop (la sua prima scrittura con Young fu al Minton's Playhouse). Il primo disco con Blakey e la loro formazione, Horace Silver and the Jazz Messengers è da molti indicato come una delle date di nascita dell'hard bop.
Nel 1952 e 1953 registrò tre sessioni con il proprio trio, che vedeva Blakey alla batteria e Gene Ramey, Curly Russell e Percy Heath alternarsi al basso. Questa collaborazione con Blakey durò quattro anni, nel corso dei quali essi registrarono al Birdland (A Night at Birdland) con Clifford Brown e Lou Donaldson e al Bohemia con Kenny Dorham e Hank Mobley, oltre che a effettuare diverse sedute di studio. Silver aveva anche un'attività come sideman, che gli consentì di partecipare a molte altre importanti registrazioni del periodo, (tra le altre, i fondamentali album Walkin' e Bags' Groove di Miles Davis) affiancando i massimi solisti del periodo. A partire da questi anni, Silver iniziò a registrare per la Blue Note, del cui proprietario Alfred Lion divenne amico, garantendosi in questo modo un controllo sulla produzione dei propri album che allora era inconsueto.
Durante la collaborazione con Blakey Silver registrò raramente come leader, ma dopo essersi separato dal batterista, nel 1956, formò un proprio quintetto, con una formazione iniziale che era la stessa dei Messengers, con il diciottenne Louis Hayes al posto di Blakey alla batteria. Nella seconda formazione del quintetto furono inseriti anche Blue Mitchell e Junior Cook, che rimasero con Silver fino al 1963, quando fondarono i propri gruppi indipendenti (Mitchell assunse il giovane Chick Corea come pianista del suo gruppo). Dal canto suo, Silver assunse Joe Henderson al sax e Carmel Jones alla tromba e in questa formazione il quintetto registrò il disco più noto di Silver – Song for My Father. Quando Jones si trasferì in Europa, il suo posto fu preso dal giovane Woody Shaw, mentre Tyrone Washington subentrò a Henderson.
« I compositori che preferisco sono Duke Ellington, Thelonious Monk, Bud Powell, Billy Strayhorn e Tadd Dameron. [...] Sono stato soprattutto ispirato dalle composizioni e dagli arrangiamenti di Tadd. Aveva uno stile così diverso. Tutte le volte che sentivo la sua musica, pareva che ci fosse Tadd ad aprire le braccia per darti un grande abbraccio. »
(Horace Silver)
Le composizioni di Silver, gradevoli e con una forte coloritura armonica (egli stesso ha descritto il suo modo di comporre come ricerca di una "semplicità significativa"), gli guadagnarono il favore del pubblico, mentre la sua musica si colorava sempre più di influenze funk e soul, un cambiamento di stile che gli alienò molti seguaci della prima ora. Ancora oggi la qualità di alcuni degli album del periodo (ad esempio The United States of Mind in cui lo stesso Silver canta in molti brani) è ancora molto controversa, così come il tipo di spiritualità che Silver si compiacque di metter in mostra in queste registrazioni. Al di là del giudizio critico, in queste registrazioni SIlver impiegò molti musicisti interessanti quali Randy Brecker alla tromba e il fratello Michael al sax.
Silver fu l'ultimo artista con un contratto Blue Note prima che la casa editrice scomparisse (temporaneamente) negli anni settanta. Nel 1981 Silver fondò una propria casa editrice, Silveto, che ebbe un'esistenza effimera.
Dopo un periodo di scarsa attenzione nel corso degli anni ottanta, dovuti anche a difficoltà di distribuzione, Silver riemerse alla ribalta negli anni novanta con un nuovo contratto discografico che lo legava alla Columbia Records.
Trasferitosi con la famiglia in California, Silver continuò la sua attività musicale fino a tarda età pubblicando, nel 2006, l'autobiografia Let's Get to the Nitty Gritty edita dalla California University Press, e incarnando il ruolo di icona di una grande era del jazz: nel 2005 gli fu tributato il President's Merit Award dalla "National Academy of Recording Arts and Sciences".
Horace Silver è morto nella sua casa di New Rochelle il 18 giugno 2014 per cause naturali.

HORACE SILVER 1976 + BONUS AUDIO CONCERT ZURICH 1962

Horace Silver Quintet - Zurich 1962-10-18 FM reseed 

Horace Silver - Piano
Blue Mitchell - Trumpet
Junior Cook - Tenor Sax 
Gene Taylor - Acoustic Bass
Roy Brooks - Drums

01) Sayonara Blues (16:02) 
02) Banter (:32) 
03) Lonely Woman (Trio) (9:35) 
04) Banter (:28)
05) Sister Sadie (8:03) 
06) Banter (:31)
07) Tokyo Blues (12:50) 
08) Banter (:19)
09) Doing the Thing (13:45) 
10) Radio Announcer (:21)
11) To Beat or Not to Beat (6:54)

Total Time: 1:09:27

http://www.archive.org/serve/HoraceSilverQuintet1962-10-18ZurichSwitzerland/HoraceSilverQuintet1962-10-18ZurichSwitzerland.mp3

http://www.archive.org/serve/HoraceSilverQuintet1962-10-18ZurichSwitzerland/HoraceSilverQuintet1962-10-18ZurichSwitzerland.wma

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MILES DAVIS - COMPLETE SESSION FOTOGRAFICA TRATTA DAI PROVINI SU PELLICOLA DAL VIVO ALL'ARENA CROIX NOIRE AOSTA ITALY 1988 Di Danilo Jans
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CHET BAKER : LET'S GET LOST Di Enrico Sisti,Bruce Weber,William Claxton
CHET BAKER : LET'S GET LOST Di Enrico Sisti,Bruce Weber,William Claxton
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NAT ADDERLEY With VINCE HERRING & JIMMY COBB - COMPLETE SESSION FOTOGRAFICA TRATTA DAI PROVINI SU PELLICOLA DAL VIVO EUROJAZZ FESTIVAL AUDITORIUM LA SERRA IVREA ITALY 14 Marzo 1992 Prima Parte Di Danilo Jans

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lunedì 30 ottobre 2017

HELABERARDA WEB EDITING - DANILO JANS Production


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sabato 28 ottobre 2017

1964 : I BEATLES CHE STANNO A CASA / A PERFECT MATCH + BONUS LIVE AUDIO TOP OF THE POPS


La scalata al successo e le tournée (1963-1966)

Il 1963 rappresentò l'anno in cui esplose la popolarità del gruppo. Ad essa concorsero le loro produzioni musicali, i concerti in speciali occasioni (il Val Parnell's Sunday Night at the London Palladium e la storica esibizione al Royal Variety Performance, alla presenza dei reali inglesi), le apparizioni televisive. Testimonianza del boom della celebrità è fra l'altro l'andamento delle adesioni al Beatles fan club; all'inizio del 1963 gli aderenti ammontavano a un migliaio, alla fine dello stesso anno il numero degli iscritti era salito vertiginosamente a ottantamila. Al termine di quell'anno i giornali inglesi riconoscevano quasi unanimi le qualità del gruppo.
« I compositori inglesi più straordinari del 1963 sono, a tutti gli effetti, John Lennon e Paul McCartney... Le settime maggiori e le none si integrano così bene nelle loro canzoni da far pensare che armonia e melodia nascano insieme. »
(William Mann, dal quotidiano The Times, 1963)
Una parte rilevante per la diffusione dell'immagine del gruppo fu costituita dalle tournée. Per la seconda volta dopo il 1960, la Scozia accolse i Beatles in un minitour dal 3 al 6 gennaio 1963. Questa esperienza permise ai quattro musicisti di uscire dalla routine delle esibizioni nello stesso club. John considerò il tour scozzese del 1963 «un sollievo. Cominciavamo a sentirci limitati, senza sbocchi. [...] L'esperienza di Amburgo era ormai superata».
Ancora più motivante fu la tournée successiva come gruppo di spalla di Helen Shapiro che si svolse dal 2 febbraio al 3 marzo dello stesso anno e che toccò quattordici centri inglesi. Il tour contribuì al definitivo amalgama di Ringo con gli altri tre Beatles e all'affiatamento del gruppo. John giudicò che «cambiare ogni sera locale fu un vero toccasana».
Tornati a Liverpool il 4 marzo, dopo cinque giorni con altri artisti erano nuovamente in tournée – che sarebbe durata fino al 31 marzo – per le maggiori piazze inglesi, sempre più popolari fra il pubblico dei concerti, sempre più in risalto nei cartelloni pubblicitari e sempre più importanti, tanto da essere loro ad esibirsi in chiusura degli spettacoli. A fine ottobre volarono in Svezia per il primo tour all'estero. Lì per una settimana alternarono incisioni radiofoniche, concerti dal vivo e registrazioni per il programma televisivo svedese Drop In. Consapevoli di dover conquistare il pubblico scandinavo, i Beatles si esibirono alla stazione radiofonica Karlaplansstudion in uno spettacolo di qualità eccellente.
In seguito, con le apparizioni televisive negli show musicali, la loro immagine innovativa, la pettinatura e i vestiti, essi conquistarono un istantaneo seguito tra gli adolescenti inglesi. Iniziò così la Beatlemania: ogni loro concerto fu presto caratterizzato dalle urla assordanti delle fan che rendevano impossibile ascoltare il suono che producevano. Erano inoltre costretti a rocambolesche fughe per evitare l'assalto delle orde di ammiratrici.
Risale al periodo 7-22 febbraio 1964 la prima trasferta intercontinentale in terra statunitense: i Beatles furono accolti all'aeroporto di New York da un enorme schieramento di fotografi e da scene di isteria collettiva dei diecimila fan urlanti, e gli episodi di crisi isteriche, pianti e urla li seguirono nella prima settimana in cui si esibirono alla Carnegie Hall di New York e al Washington Coliseum di Washington D.C.. Il 9 febbraio il quartetto fu protagonista di una prima puntata del programma Ed Sullivan Show, per poi spostarsi a Miami e registrarne una seconda. Durante l'apparizione all'Ed Sullivan Show, il numero di crimini riportati a New York fu molto vicino allo zero e quelli minorili praticamente si azzerarono. A tal proposito George Harrison affermò che «persino i criminali si sono presi dieci minuti di pausa in occasione dello show dei Beatles»,prendendo spunto dalle notizie, forse un po' sensazionalistiche, apparse sui quotidiani anglo-americani dell'epoca. La tournée del febbraio 1964 è stata documentata, per quanto riguarda la parte relativa alla capitale Washington, anche da una serie di quarantasei fotografie rimaste a lungo inedite, scattate da un fotografo dilettante, Mike Mitchell, e battute all'asta da Christie's a New York City nel luglio 2011 per una cifra esorbitante.
La prima esperienza americana diede modo ai Beatles di aggiornare la propria dotazione strumentale. Confidando nella pubblicità di ritorno, un nuovo basso Höfner venne offerto a McCartney, e la Rickenbacker regalò a Lennon l'ultimo modello della Capri 325 e ad Harrison una chitarra elettrica a dodici corde di recentissima produzione. Quest'ultimo strumento, usato da chitarristi blues quali Leadbelly e Ramblin' Jack Elliott, si sarebbe ben presto diffuso nel panorama della musica rock degli anni sessanta, impiegato fra gli altri da Animals, Moody Blues, Who, Beach Boys e Byrds.
Dopo tre mesi passati in studio di registrazione, il gruppo intraprese un altro tour mondiale che nel giugno li vide suonare nel Nord Europa, poi a Hong Kong, Australia e infine Nuova Zelanda. Ad Adelaide si accalcò una folla imponente, stimata in 300.000 persone, il più alto numero di presenze che mai si strinsero attorno ai quattro musicisti.
Dal 19 agosto e per un mese, i Beatles si esibirono in venticinque concerti nelle principali città degli Stati Uniti in un tour che li vide raggiungere un altissimo indice di popolarità. L'isteria di massa in qualche caso degenerò senza che la polizia riuscisse ad arginare masse frenetiche che arrivarono ad invadere il palco, causando l'interruzione del concerto. In quella fase creativa del gruppo, una parte di rilievo fu giocata dal loro incontro con le droghe "naturali". Durante la tournée, nella suite in cui alloggiavano i Beatles fecero conoscenza con il folk-singer americano Bob Dylan che, vistosi offrire delle pasticche sintetiche – del tipo che essi assumevano come stimolanti durante la gavetta di Amburgo –, propose ai quattro in alternativa «qualcosa di più naturale [...] un po' di marijuana», con risultati esilaranti per tutti.
Dopo il tour autunnale in terra britannica, attesi spasmodicamente anche in Italia, dal 24 al 28 giugno del 1965 i Beatles effettuarono un minitour italiano organizzato dall'impresario Leo Watcher e in ciascuno dei concerti – uno al pomeriggio e uno alla sera – suonarono per poco più di mezz'ora (preceduti da artisti rock italiani, molti dei quali della scuderia Carisch come Angela, Peppino Di Capri, Fausto Leali e i New Dada); nonostante la brevità delle esibizioni dei Beatles, i fan che accorsero ad ascoltarli al Velodromo Vigorelli di Milano, al Palasport di Genova e al Teatro Adriano di Roma ne rimasero entusiasti. In nessuna delle esibizioni si registrò il tutto esaurito e fu quella l'unica volta che suonarono in Italia.
Nel giugno del 1965, nel pieno della loro carriera, venne annunciato che i componenti del complesso sarebbero stati insigniti della onorificenza di Membri dell'Ordine dell'Impero Britannico dalla regina Elisabetta II.La nomina avvenne a seguito di richieste popolari e fu sostenuta dall'allora Primo Ministro Harold Wilson. La consegna dell'onorificenza avvenne il 26 ottobre 1965 a Buckingham Palace in un'atmosfera cordiale, stando a quanto riferito dagli stessi Beatles. La motivazione ufficiale del riconoscimento fu di aver reso dei preziosi benefici alle esportazioni inglesi, anche se in seguito furono riconosciuti i meriti musicali, culturali e sociali del quartetto di Liverpool. Raramente nel passato la Gran Bretagna aveva esportato cantanti, canzoni e composizioni e ormai veniva considerata una colonia americana per la musica leggera e una colonia italiana per il bel canto. Anni più tardi, nel 1969, Lennon avrebbe rinunciato alle onorificenze restituendo la medaglia alla regina, in un gesto clamoroso con cui intese protestare per il ruolo del Regno Unito nel Biafra e contro l'appoggio agli Stati Uniti in Vietnam e per il fatto che il suo disco Cold Turkey non arrivò in cima alla hit parade.Nel 1997, Paul McCartney fu invece promosso al grado di Cavaliere dell'Ordine dell'Impero Britannico, il che comporta il diritto al titolo di Sir davanti al nome.
Instancabilmente proseguirono i loro tour dopo la pausa di quattordici giorni dovuta alla registrazione dell'album; nel secondo tour americano le scene di masse deliranti, composte soprattutto da ragazze urlanti, culminarono con lo storico concerto il 15 agosto 1965 allo Shea Stadium di New York, davanti ad un pubblico di 55.000 persone,documentato nel film-documentario The Beatles at the Shea Stadium. In chiusura d'anno, il gruppo effettuò un tour trionfale in giro per la Gran Bretagna, toccando per l'ultima volta la loro città natale.
Il 1966 rappresentò un anno risolutivo per le esibizioni dal vivo dei Beatles. A cavallo fra giugno e luglio, dopo una puntata in Germania, i Beatles volarono in Giappone per cinque concerti a Tokyo[e fecero l'ultima tappa nelle Filippine, dove si trovarono invischiati in una situazione difficile con la polizia locale. In entrambi i Paesi asiatici, i Beatles vennero per la prima volta a contatto con l'aspetto sinistro e inquietante della popolarità, minacciati di morte da un'organizzazione studentesca di destra a Tokyo e da sostenitori del presidente Marcos a Manila.
Nel loro ultimo tour americano del 1966 subirono contestazioni da parte di alcuni gruppi di religiosi a causa di un'intervista resa a Maureen Cleave dell'Evening Standard, in cui John Lennon dichiarava la presunta maggiore popolarità e incidenza dei Beatles rispetto a quella di Gesù Cristo.Neppure la benevola e assolutoria nota del Vaticano servì a stemperare l'asprezza del confronto. I giornalisti li assillarono continuamente su questo tema finché Lennon riuscì a chiarire le sue tesi una volta per tutte e a calmare un po' le acque; i quattro musicisti vissero però ugualmente l'ultima fase della tournée con il terrore di essere bersaglio di qualche attentato.
Stressati dal clima minaccioso e logorati da anni di sfibranti tournée, i Beatles decisero che la loro ultima esibizione dal vivo sarebbe stata il concerto che tennero al Candlestick Park di San Francisco il 29 agosto del 1966.

Verso la maturità musicale (1964-1965)

Nel tempo libero dagli impegni legati ai tour, i Beatles si dedicarono alle attività musicali in sala di registrazione e – in misura minore – alle esibizioni sul set cinematografico. Il 10 luglio 1964 venne dato alle stampe A Hard Day's Night: il film omonimo fu un vero e proprio tributo alla Beatlemania; l'idea portante era di riprendere trentasei ore della vita dei quattro musicisti nello stile di un documentario. A Hard Day's Night si rivelò il loro migliore album fino a quel momento e per la prima volta un loro LP conteneva esclusivamente brani originali (fra l'altro tutti firmati dalla coppia Lennon/McCartney, caso unico nella discografia dei Beatles). Il disco viene ricordato anche per l'introduzione della Rickenbacker elettrica a dodici corde e del rivoluzionario stile, contemporaneo a quello dei Byrds di Roger McGuinn.
L'affaticamento dovuto alle tournée che si susseguivano a ritmo battente causò il passo indietro di Beatles for Sale, uscito il 27 novembre 1964. Il titolo sardonico e allo stesso tempo emblematico, ideato da John Lennon, rifletteva le stesse impressioni del brano più gettonato che fu Eight Days a Week; la stanchezza aleggiava tra le note dell'album nonostante il più alto numero di cover presenti, sei, e per di più prese in prestito da autori della fama di Buddy Holly, Chuck Berry, Little Richard.Per queste ragioni viene considerato l'album meno incisivo del gruppo.
Tale lavoro fu però un passo necessario per consentire il percorso evolutivo musicale esplicato dapprima con Help!, altro album di supporto a un film omonimo. La pellicola risultò essere un successo commerciale e finanziario, ma un fiasco sotto il profilo artistico, evidenziando più che altro il buon talento recitativo di Ringo Starr e un certo disinteresse di John Lennon per le riprese (proprio lui in seguito attore di primo piano nella pellicola Come vinsi la guerra). Il disco mise in evidenza da una parte la passione di Lennon per Bob Dylan manifestata nella ballata You've Got to Hide Your Love Away e la sua ricerca di testi sempre più elaborati e impegnati, dall'altra la continua ricerca di brani melodici e romantici, condotta da Paul McCartney e culminata in Yesterday.
Help! fu pubblicato nell'agosto 1965 e solo quattro mesi più tardi la loro evoluzione li portò al risultato straordinario di Rubber Soul, album raffinato e ricercato in cui compare per la prima volta nella musica leggera occidentale il suono del sitar indiano, le cui sonorità presero il sopravvento sui temi trattati nei primi anni di carriera, volutamente non impegnati e frivoli, atti a conquistare più pubblico possibile.Cominciò anche l'uso di stupefacenti come l'LSD, che avrebbero ispirato direttamente il testo e le suggestioni psichedeliche di molti loro brani.
Rubber Soul venne pubblicato nel dicembre del 1965. Paul McCartney confermò i suoi talenti in Drive My Car mentre con Michelle cantò un inno all'amore meritevole di innumerevoli cover e del Grammy Award alla canzone dell'anno; John Lennon compose in Norwegian Wood il quadretto di un'avventura extraconiugale; in Nowhere Man delineò un ritratto dell'uomo medio contemporaneo proteso verso falsi e inutili traguardi a causa della perdita del senso della vita; in Girl e In My Life la vena ironica si accostò perfettamente a quella romantica e a quella nostalgica.

The Beatles - NME - 1964 LIVE
Beatles -- Live Australia Concert


1964 : I BEATLES CHE STANNO A CASA / A PERFECT MATCH + BONUS LIVE AUDIO TOP OF THE POPS

BONUS LIVE AUDIO TOP OF THE POPS


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BEATLES 1969 : NON SIAMO 4 PAGLIACCI
BEATLES 1970 : IN GUERRA FRA LORO + BONUS AUDIO GET BACK & 22 SONGS
1975 : JOHN LENNON AVEVA ISTINTI OMICIDI + BONUS LOST REHEARSALS
I FOTOGRAFI DEI BEATLES 1960-1970 / Prima Parte + BONUS REHEARSALS JANUARY 1969
I DISCHI DELLA NOSTRA VITA : 1966 REVOLVER / BEATLES + BONUS REVOLVING ALBUM OUTTAKES SECRET TRAX
30 GENNAIO 1969 : THE BEATLES ROOFTOP CONCERT LONDON...IL PIU' INCREDIBILE DEI LIVE + BONUS AUDIO EXTRA!
29 AGOSTO 1966 : I BEATLES A SAN FRANCISCO NELLE FOTOGRAFIE DI JIM MARSHALL
1978 : BEATLES FEMMES CLUB
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I BEATLES A MILANO NEL 1965 : SUONARONO 12 CANZONI E POI IN ALBERGO LENNON SI SPOGLIO'... Di Eugenio Barbera
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BEATLES A MILANO : BRAVI COME LA CALLAS   Di Rubens Tedeschi
 BEATLES A ROMA : UN CLAMOROSO FIASCO
 BEATLES 1967 / SGT. PEPPER'S LONELY HEARTS CLUB BAND
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JOHN LENNON RACCONTO' A PLAYBOY CHE ...
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C'E' JOHN LENNON AL TELEFONO ... Di Maria Laura Giulietti
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8 GIORNI DOPO JOHN LENNON ERA MORTO Di Allan Tannenbaum e Roberto D'Agostino
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JOHN LENNON,ELVIS PRESLEY E GLI ALIENI
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ELEPHANT'S MEMORY : IL SENTIERO DELLA LIBERTA' Di Dario Salvatori e Ennio Antonangeli
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The ROLLING STONES & FRIENDS - ROCK & ROLL CIRCUS Di Mike Randolph
http://musicitaly70.blogspot.it/2013/05/the-rolling-stones-friends-rock-roll.html
MICHAEL COOPER PHOTOGRAPHER  : SWINGING TRIBUTE
BILLY PRESTON : NERE NOTE DI FUOCO Di Trashman e Giancarlo Messora
CONCERTO PER IL BANGLA DESH 20 DICEMBRE 1971 
1978 : BEATLES FEMMES CLUB
BEATLES 1974 : SONO STATE LE MOGLI A PIANTAR GRANE + BONUS AUDIO ONE AFTER 911 ALTERNATE ALBUM

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giovedì 19 ottobre 2017

IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK / 1 : THE EARLY ADRIANO CALENTANO


«La scintilla fu quando a quattro anni, mentre giocavo nel cortile al 14 di via Gluck, vidi un raggio di sole. Una parte del cortile era illuminata mentre l’altra metà era in ombra. Iniziai a rotolarmi felice tra la parte illuminata dal sole e l’ombra. Avevo i pantaloncini corti tutti sporchi, erano più grandi della mia taglia, forse appartenevano al maggiore dei miei fratelli, Alessandro, quand’era piccolo. Con una bretella giù e l’altra al suo posto, come solo gli scugnizzi sanno indossare. Scalzo. Scarmigliato, con le guance rosse. Mentre mi rotolavo, mi fermai e mi sdraiai a terra con le braccia e le gambe aperte guardando il raggio di sole che illuminava il cortile che a me sembrava bellissimo. M’inchinai e baciai quel raggio. Avvertii, pur essendo così piccolo, quanto ero felice. Libero di correre sui prati. Di sporcarmi, senza temere nulla, protetto da tutta la famiglia e dai miei amici… Anche loro liberi e felici come me di correre sui prati. Poveri, certo, ma bastava stare insieme e condividere quello che c’era. “Gente tranquilla che lavorava…”.

Ero estasiato, gioioso. Giocavo alla sassaiola, facevo il bagno nel naviglio della Martesana rischiando le “botte” da mia madre che, avendo paura che annegassi, mi rincorreva con la scopa ma io ero velocissimo e non mi prendeva mai. Ecco, quella fu la scintilla che non mi abbandonò più. Scrissi Il ragazzo della via Gluck anni dopo, ma nel tempo che trascorse non smisi mai di avvertire il pericolo che il mondo stava correndo con la cementificazione selvaggia. Evidentemente era innata in me la coscienza ambientalista, un grido di dolore contro chi stava minacciando la vita e il pianeta stesso. Una vera catastrofe che oggi è la causa principale di molti disastri che, mentendo, chiamano “naturali”! Ma la scrissi anche per il dolore che provai quando, adolescente, fui costretto a lasciare la via Gluck per andare a vivere “in centro”, per abitare tutti insieme a casa di mio fratello. Piangevo in continuazione e mia madre era disperata. Non sapeva cosa fare perché scappavo ogni giorno per tornare a piedi in via Gluck per ritrovare i miei amici, ma soprattutto la libertà, i prati e la felicità che per me esistevano solo in via Gluck. Questa canzone non è mai stata nostalgica ma una denuncia sociale in un momento in cui nessuno parlava di ecologia e ambiente».

Il Festival la stroncò, ma la canzone prese il volo nelle vendite e fu tradotta in molti paesi. Che spiegazioni si diede allora?
«Non me lo spiego neanche adesso per la verità, ma Sanremo è famosa per “bocciare” ciò che non corrisponde alle liturgie sanremesi. Sono tanti gli esempi che si potrebbero fare: Battisti, Vasco Rossi, Dalla… Il successo di Il ragazzo della via Gluck credo sia da ricercare nell’originalità del testo e della musica. Una ballata interpretata da me che venivo dal rock in cui improvvisamente “parlavo” di un problema sociale, in quel momento, sconosciuto ai più. Ricordo che partii dalla stazione Centrale di Milano per andare al Festival e stranamente ero da solo con una piccola valigia. Appena il treno si mosse, un giornalista dell’Avanti!, si mise a rincorrere il treno e me che ero affacciato al finestrino (allora si poteva) per chiedermi cosa pensavo di fare a Sanremo. Risposi: “Niente perché mi bocceranno e sarò scartato subito”. Così avvenne e fu il successo della canzone. Quindi i cantanti che vanno al Festival dovrebbero sempre sperare in una bocciatura che li porterà dritti al successo!».

IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK / 1 : THE EARLY ADRIANO CALENTANO


I DISCHI DELLA NOSTRA VITA : 5 / DANILO JANS's FAVORITIES - SECONDA PARTE

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LIVE IN ITALY
CROSBY STILLS NASH & YOUNG ITALY
EARLY SANTANA ITALY
MONDO POPOLARE 2
HELABERARDA
MONDO POPOLARE
foto DANILO JANS
DANILO JANS ART
MUSIC ITALY 70
PONT SAINT MARTIN ALTERNATIVA
THE LOST CONCERTS
ROCK RARE COLLECTION FETISH